INFOBIO 1.2

Il Consorzio Marche Biologiche supporta le aziende fornendo servizi in attività strategiche per la crescita e l’innovazione delle imprese, come la formazione/informazione, i percorsi per acquisire certificazioni, gli investimenti strutturali.

Ecco i principali progetti attivati dal Consorzio con il sostegno del Psr Mache 2014 – 2020, il Programma di sviluppo rurale della Regione Marche.

Sottomisura 1.2. – Trasferimento di conoscenze ed azioni di informazione Operazione A “Azioni informative relative al miglioramento economico delle aziende agricole e forestali”. 2017-2021 concluso

Sulla base delle informazioni raccolte dal Consorzio Marche Biologiche tramite interviste di approfondimento, ci sono due ambiti che appaiono di fatto come quelli più in linea con il progetto di filiera:

trasformazione dei prodotti indicati nell’Allegato I del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea e introduzione di tecnologie produttive innovative;

disciplinare biologico e mantenimento delle condizioni di fertilità e impermeabilizzazione del suolo.

Il progetto informativo proposto è coerente con la filiera di riferimento e, più precisamente, con gli obiettivi perseguiti in relazione all’analisi contesto e alla situazione di partenza. A riguardo, rimandando per i dettagli al business plan di filiera, si anticipa che l’analisi Swot individua due punti deboli del sistema regionale proprio nella carenza del sistema formativo per l’agricoltura biologica e nelle difficoltà di trasferimento delle innovazioni e, più in generale, riferisce di un sistema di informativo e di assistenza tecnica ancora insufficiente.

In definitiva il progetto informativo risulta rispondente agli obiettivi del PSR Marche 2014/2020 in quanto persegue tutti gli obiettivi previsti dal suddetto programma, ovvero:

tutela ambientale;

mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici e innovazione;

conoscenza normativa connessa al PSR, innovazione, diversificazione e produzioni di qualità.

Il metodo dell’agricoltura biologica rappresenta di per se un’innovazione di processo (è appunto un metodo di produzione ovvero un processo con delle regole agronomiche ben precise) e di prodotto (in quanto di fatto produce nuovi prodotti, pensiamo ad esempio al recupero dei “cereali minori” e alla loro trasformazione in prodotti alimentari finiti).

Tutto questo sviluppato in una logica di filiera multi prodotto ci permette di:

migliorare la competitività del sistema produttivo agricolo e cercare di cogliere la vera sfida che l’agricoltura marchigiana dovrà affrontare nell’immediato ovvero come dare valore alle produzioni dei nostri seminativi, partendo dai cereali, ma non solo … (filiera multiprodotto)

valorizzare il ruolo della produzione agricola italiana e rispondere alla minacciata dalle crescenti importazioni. Al riguardo l’approccio di “spinge” verso una maggiore aggregazione del mondo della produzione, creando delle relazioni stabili con gli altri attori del comparto dalla produzione allo stoccaggio, dalla trasformazione fino alla commercializzazione e distribuzione finale.

per sostenere l’innovazione di prodotto e di processo e rispondere a dei fabbisogni/carenze che il comparto dell’agricoltura biologica manifesta come ad esempio l’insufficienza dei mezzi tecnici conformi al metodo biologico (come sementi e mangimi) sia a livello regionale che nazionale.

In definitiva il progetto di informazione ci consente di informare/formare adeguatamente gli attori coinvolti per renderli sempre più consapevoli che la filiera agroalimentare rappresenta «l’infrastruttura organizzativa» di riferimento su cui implementare i singoli interventi/investimenti volti al miglioramento del comparto dell’agricoltura biologica in una logica di sistema.

Le azioni adottate per raggiungere questi obiettivi comprendono: incontri, seminari informativi, convegni, sessioni pratiche, pubblicazioni specialistiche, bollettini, newsletter sulle tematiche della misura.

I beneficiari dell’azione informativa avranno la possibilità quindi di essere informati sulle finalità del progetto di filiera di cui hanno aderito o aderiranno, in particolare:

  • sulle tecniche di trasformazione dei prodotti indicati nell’Allegato I del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, in particolare sulle tecniche di stoccaggio, molitura e pastificazione;

  • sull’introduzione di tecnologie produttive innovative sia nella coltivazione (esempio nella semina dei cereali) che nella trasformazione (esempio nello stoccaggio, molitura e pastificazione);

  • nell’implementazione del disciplinare biologico sia sul piano normativo (rispetto ai regolamenti comunitari in materia di agricoltura biologica) che agronomico (rotazione, minima lavorazione, cover crops, semina su sodo, mantenimento delle condizioni di fertilità, concimazioni organiche, sovesci, ecc.)

I benefici che ne deriveranno avranno un riscontro anche economico in quanto aderire ad una filiera biologica e di conseguenza produrre nel rispetto degli standard produttivi previsti dal disciplinare biologico significa riuscire a valorizzare meglio le proprie produzione anche in termini economici.

 

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